UNA QUESTIONE DIFFICILE DA RISOLVERE
Sovente mi capita di discutere, di una questione che sembra essere senza soluzione. Una questione difficile da risolvere.
Il nodo si crea sempre quando si parla dei maestri di ballo e di un certo tipo di persone che si iscrivono ai loro corsi.
Ora, si presuppone che chi si iscrive a un corso di ballo, di qualsiasi disciplina si tratti, lo faccia perché debba appunto imparare a ballare, oppure anche solo per migliorare la tecnica o lo stile personale. In ogni caso lo scopo è di imparare “oltre” ciò che sa già fare.
E nei corsi di ballo si insegnano per l’appunto cose utili alla crescita del futuro ballerino.
Ti sembra ovvio? Eppure questo concetto così logico è tutt’altro che scontato!
DUE SCUOLE DI PENSIERO
La scuola di pensiero tradizionale vuole insegnare, senza se e senza ma, tutto ciò che un dancer che si rispetti deve conoscere per dichiararsi tale.
E’ chiaro che il compito dell’insegnante di danza è di rendere semplici gli aspetti della danza laddove l’allievo incontra difficoltà, senza però per questo eliminare quegli aspetti della tecnica che potrebbero più o meno risultare difficoltosi da apprendere.
Ma questo vuol forse dire semplificare le coreografie spogliandole di qualsiasi figura potrebbe essere difficile da eseguire per l’allievo? Perché è questo che recita la seconda scuola di pensiero.
A mio avviso, adottare questa “politica” va proprio in contrasto con lo scopo di un insegnante, che come ho detto prima consiste nell’ aiutare l’allievo a crescere aiutandolo a superare le difficoltà.
Le difficoltà si eliminano per quelle persone che mancano totalmente della capacità di imparare. In questo caso però sarebbe come dire che l’allievo è “diversamente intelligente”! Nel malaugurato caso che fosse davvero così, allora più che un corso di ballo sarebbe un incontro di intrattenimento danzante. In quale altro modo si potrebbe chiamarlo !?
Questa “moderna” scuola di pensiero recita che i balli debbano essere semplici in modo che tutti possano impararli facilmente. E fin qui va ancora bene.
Il problema però, è che si è travisato il concetto di “semplice”, che implica comunque l’acquisizione delle basi fondamentali a qualsiasi disciplina di danza.
Anche una coreografia semplice deve essere ballata con ordine e precisione, disinvoltura ed eleganza.
Purtoppo il fatto che la musica e il ballo siano sinonimo di allegria e buon umore, spesso fa si che le persone affette da “pressapochismo” che siano allievi o insegnanti, trascurino o addirittura ignorino quegli aspetti che rendono questa attività attraente, sia da praticare che da vedere.
In questo articolo che ti suggerisco di leggere trovi un accenno sugli aspetti importanti che si dovrebbero osservare sopratutto quando si danza in team:“Coreographic Dance: di cosa deve tener conto un dancer”
Personalmente il pressapochismo a me ha sempre dato infastidito e ho sempre cercato imperterrita di spronare i miei allievi e i miei lettori alla riflessione secondo cui il Coreographic Dance Team sia davvero il ballo di gruppo che vediamo nelle piazze!
CON UNA ADEGUATA SPIEGAZIONE E COL GIUSTO METODO ANCHE UNA COREOGRAFIA CHE SEMBRA DIFFICILE DIVENTA FACILE!
Ecco che qui è di fondmentale importanza il ruolo dell’insegnante.
Preparazione personale di sicuro, ma anche pazienza e costanza nel seguire l’allievo nell’apprendimento.
Il mio motto è sempre stato:
sono disposta a spiegare la stessa cosa cento volte in cento modi diversi
pur di vedere il mio allievo raggiungere il risultato migliore,
naturalmente se l’allievo mostra il dovuto impegno e interesse.
ALLORA COME SI RISOLVE LA QUESTIONE?
Purtroppo è impossibile cambiare il carattere delle persone. Si può solo, ognuno nel proprio piccolo, cercare di dare il meglio di sè e avere polso fermo dove è palese il tentativo di boicottare i principi di etica professionale con cui si dovrebbe agire.
E’ vero che a volte rimanere fermi nelle proprie posizioni potrebbe comportare la perdita di qualche allievo, ma tanto prima o poi se ne andrebbe lo stesso. Chi manca di impegno e interesse mancherà anche di risultati, e si annoierà. Sarà inevitabile per costui lasciare il corso. Quindi ” amen”.
LA MIA SOLUZIONE E’ NEL WEB
Fortunatamente il Web in qualche modo risolve la questione.
Grazie agli strumenti interattivi è possibile rivolgersi a uno specifico tipo di persone, probabilmente in numero inferiore (o magari anche superiore) a quelle che parteciperebbero a un corso in presenza.
Queste però sarebbero un utenza di nicchia, e quindi di qualità. E’ quello che cerco. E’ quello che voglio.
Dopo anni e ore infinite di lezioni a un numero imprecisato di persone tra allievi doc e allievi “così così”, preferisco …
Se non posso fare grandi cose, (posso) fare piccole cose in un modo fantastico.
(Martin Luther King Jr.)





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