Ammesso che siamo interessati a ciò che è giusto, come facciamo a stabilire se ciò che riteniamo giusto sia effettivamente … giusto?
Ci sono regole e Leggi, dirai.
Ma le regole e le leggi possono davvero racchiudere tutto lo scibile umano?
Le regole sono norme che appunto “regolano” il comportamento sociale al fine di promuovere ordine e armonia nella comunità.
Sono utili sopratutto nel caso in cui un individuo tenti di venir meno ai propri doveri nei confronti del prossimo o voglia approffittarsene indebitamente.
Questo tipo di individui sono detti: opportunisti. Essi meritano senza ombra di dubbio di essere assoggettati alle regole e obbligati a rispettarle.
Ma cosa ne è del diritto di fare quello che ci pare?
Qualcuno potrebbe azzardare il concetto di “libero arbitrio” . Tutti hanno diritto di agire in piena libertà e fare ciò che gli pare come gli pare, compreso essere opportunista.
E’ vero. E il libero arbitrio, la libertà individuale di scelta e di azione, sono sacrosanti.
Nasciamo già liberi. E nessuno, anche se osa farlo, ha il diritto o l’autorità di privarci della nostra libertà.
E’ semplicemente impossibile, perché il libero arbitrio è parte di noi come il nostro sangue, la nostra pelle, il soffio vitale che ci anima.
Chiunque tenti di privare qualcuno della propria libertà, lo sta di fatto violando, danneggiando, uccidendolo, commette reato e merita di essere fermato e punito.
Nessuno che privi qualcuno della propria libertà e dei propri diritti, ha diritto di reclamare a sua volta libertà e diritti.
Il diritto di fare quello che ci pare però, implica il rispetto dei diritti altrui, quando legittimi.
Di certo una persona moralmente sana giammai vorrà rispettare il (non) diritto altrui di depredare qualcuno di un suo bene o un suo diritto, o di approffittarsi indebitamente della sua buona fede o della sua onestà.
Allora sì, in caso di mancanza di rispetto, regole e Leggi sono utili e vanno osservate.
CI SONO REGOLE E REGOLE
Le regole sulla strada (per esempio)
Alcune regole vanno assolutamente rispettate al fine di contribuire alla sicurezza propria e altrui. Per esempio le regole sulla strada.
Si viaggia con l’auto sulla corsia di destra.
I pedoni attraversano sulle striscie che sono debitamente evidenziate dalla segnaletica verticale.
Ci si ferma col semaforo rosso e ci si avvia col semaforo verde.
Si lascia il passo all’ambulanza con la sirena accesa.
Si da la precedenza al parcheggio all’auto che sta nella carregiata del posto libero
ecc. ecc.
Chiunque capisce che queste regole sono assolutamente da rispettare, poichè violarle vorrebbe dire mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui.
Regole morali
Poi ci sono le regole morali, quelle che si potrebbe scegliere di rispettare oppure no.
Il risultato di una scelta in questo caso potrebbe anche esulare da un azione in termini di Legge, ma potrebbe riflettersi in positivo o negativo sia sulla persona che fa la scelta che su altre persone coinvolte.
Per esempio le regole morali sono quelle che interessano i rapporti di amicizia.
I rapporti di lavoro.
Il rispetto della fila all’ufficio postale.
Evitare di pettegolare a danno di qualcuno è un importantissima regola morale che oltre che dare un infima immagine di chi la viola, danneggia la reputazione di colui a cui sono indirizzati i pettegolezzi, spesso infondati quanto invece ingigantiti dal passaparola.
Mantenere la parola data è un’altra regola morale che determina l’affidabilità e quindi la reputazione di una persona.
I contesti in cui si applicano le regole morali sono infiniti e quotidiani.
Le regole sono comunque solo linee guida
Le regole vanno applicate e rispettate giudiziosamente applicando quello che viene definito “buon senso”.
Una regola non è giusta solo perché è tale. E non va rispettata solo perchè è una regola.
Un esempio che potrebbe rendere l’idea.
E’ noto che il furto è un reato punibile penalmente. Quindi di regola non si ruba.
Mettiamo che un uomo venga sorpreso mentre ruba una pecora da un ovile.
La legge vuole che il ladro sia condannato e come recita l’articolo 624 del Codice Penale punito con una multa che va dai 154 € ai 516 € e con reclusione da sei mesi a tre anni.
In seguito alle dovute indagini si appura che l’uomo ha perso il lavoro, e nonostante gli sforzi è stato impossibile per lui fino a quel momento trovare anche solo uno straccio di impiego. Chiedere aiuto gli ha fatto prendere atto di poter contare solo su se stesso.
I risparmi messi da parte in tempi migliori servono per pagare l’affitto in modo da garantire momentaneamente un tetto alla famiglia. Ma mancano i soldi per la spesa.
Il poveretto ha “rubato” per sfamare moglie e figli.
Se la Legge e il senso di giustizia condanna il furto, di contro però, se proprio non riusciamo ad arrivarci col nostro senso umano,
la Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, anche conosciuta come DUDU, recita:
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la
salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare
riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure
mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in
caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in
altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze
indipendenti dalla sua volontà.
In coscienza, in un caso come questo quale regola credi che sia giusto applicare?
Io personalmente sono certa e ferma sulla risposta e su CHI ricade la responsabilità di una situazione inaccettabile in un epoca che vanta benessere e progresso.
Lo scopo di regole e Leggi
Regole e Leggi sono state promulgate per garantire sicurezza, benessere e diritti alla persona umana, e per proteggere i più deboli dai malvagi.
Dove regole e leggi sono promulgate per asservire la popolazione, c’è da chiedersi da chi vengano, trovare gli autori, privarli di beni e libertà e punirli in modo esemplare a monito di chi pensa di poter fare altrettanto.
E necessario e urgente scongiurare una situazione che pare gli aguzzini del popolo vogliano creare nella nostra nazione e che prende a esempio quella infame che esiste in un paese martoriato dalla dittatura.
Qualsiasi iniziativa finalizzata alla protezione dei diritti dell’essere umano è supportata da Leggi apposite e tutt’ora in vigore. In assenza di Leggi o di negligenza nell’osservarle da parte delle Istituzioni, vige la Legge Universale cui nessuno può opporsi. E’ la Legge del popolo. E’ la Legge del giusto.
Questa Legge vuole ogni individuo libero, giusto, giudice, autorità.
Responsabilità personale
Sebbene molti lo ignorino volutamente, per meschino tornaconto personale, tutti abbiamo la responsabilità di condurre una vita moralmente corretta.
Corretta nei nostri confronti innanzi tutto e nei confronti degli altri di conseguenza.
Sia chiaro che questo concetto niente ha a che vedere con ciò che viene considerato “perbenismo”. Il perbenismo è la maschera che nasconde la pochezza di individui che hanno la pretesa di essere buoni, giusti, e sopratutto superiori a qualcun altro, mentre nella realtà sono incapaci di pensare ad altro che a se stessi.
Se tutti applicassimo il Princìpio della buona etica, e capissimo che ogni diritto è immancabilmente legato ad un dovere, la nostra sarebbe una società migliore.
Avremmo meno bisogno dell’interevento delle autorità costituite a salvaguardia di quei diritti che abbiamo visto talvolta esse stesse violare. E forse i “governazzi” avrebbero trovato un muro di granito ad impedirgli di prosperare sul popolo.
Come riconoscere il modo giusto di agire?
E’ semplice! Prima di applicare la regola si deve applicare il Princìpio.
Va sempre ricercato il motivo per cui una persona compie un furto, o dà un pugno in faccia a qualcuno. Si potrebbe arrivare a rubare per fame e per disperazione. Così come si potrebbe essere costretti a intervenire manescamente per difendersi o per difendere qualcuno dall’aggressione di un malintenzionato.
Giudicare per sentito dire è la scelta peggiore che si possa fare. Il modo giusto di agire è farci guidare dal nostro “sentire”.
Buona vita.





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