Passione, una cosa scontata?

Passione, una cosa scontata?

Passione, cos’è?

La passione è la parola che definisce il trasporto, l’attrazione, la spinta verso un determinato oggetto, azione o attività.

Di chi ha un hobby per esempio, si può dire che abbia una passione.
Il collezionismo per esempio è un hobby. C’è chi colleziona clown, modellini di motociclette, fumetti, magliette, targhe di automobili di tutte le nazioni e di ogni epoca, e via dicendo.

Ogni persona ha un suo hobby specifico in armonia con la propria personalità.

C’è differenza tra hobby e passione?

Direi di si. Mentre l’hobby è più un passatempo o uno svago cui si dedica il tempo ritagliato dalle attività quotidiane e dai doveri, la passione è qualcosa di più come dire… importante.

La passione a differenza dell’hobby ha bisogno, nel tempo, di essere nutrita, curata, coltivata e se vogliamo anche protetta.

Possiamo pensare alla passione come la parte gemella del nostro organismo ma in versione “spirituale”. Al momento non riesco a trovare un termine che definisca cosa intendo dire.

Provo a rendere l’idea in questo modo: per continuare a vivere e svolgere le nostre attività abbiamo bisogno di nutrire il nostro corpo col cibo, con l’acqua, col sole e l’aria fresca. In carenza di queste cose ci ammaleremo immancabilmente.

Abbiamo anche bisogno di proteggerci dal caldo, dal freddo, dai maleintenzionati, dai profittatori e da qualsiasi cosa possa danneggiarci.

Nel caso della passione vale lo stesso anche se con “ingredienti” diversi.

Nel contesto della danza

Rimanendo nel contesto del tema principale di questo sito, prendiamo in considerazione la passione per la danza. Che sia Coreographic Dance o qualsiasi altra disciplina, il concetto fondamentale vale in ogni caso.

La danza è la risposta naturale e istintiva al ritmo, al suono , alla melodia. Praticamente alla musica nel suo insieme, come affermo anche nell’ articolo “la tecnica non è tutto

In molte persone questa risposta istintiva è più accentuata che in altre. In questo caso a ogni nota percepita si è inclini a mantenerne il tempo battendo il piede, o tamburellando con le dita sul tavolo, o dondolandosi.

Ma se il ritmo è decisamente incisivo allora si risponde con tutto il corpo. E’ proprio vero! La risposta umana alla musica e al ritmo è una cosa incredibile e fantastica.

C’è da dire però che questa è solo la base di quella che potrebbe diventare vera passione.

Una parola molto abusata

Eh si! Ti è mai capitato di sentire qualcuno affermare: “se non potessi più fare questo o quello, non so come farei… non potrei vivere… morirei ….”

Sono solo parole pronunciate per far apparire più importante di quanto in realtà non sia, qualcosa che manca di “spessore”, di “fondamento”, di vera motivazione.

Non è un reato mancare di passione per qualcosa che per vari motivi si condivide con altri.
Le cose si fanno anche solo per il piacere temporaneo, magari anche solo per capire se fa per noi.

Questo vale anche per la danza. Si potrebbe decidere di frequentare un corso solo per spezzare dai pressanti doveri quotidiani. Per fare nuove amicizie. Per combattere la sedentarietà.

Se queste situazioni prese ad esempio dovessero cambiare, potrebbe tranquillamente venir meno il motivo e quindi il desiderio di continuare a praticare l’attività di danza. (O qualsiasi altra attività scelta agli scopi sopra descritti).

L’onestà semplifica la vita

Affermare di potere morire se non si potesse fare una certa cosa, mette in una posizione spinosa colui che la fa, perchè nel momento inevitabile in cui smetterà di farla, potrebbe trasmettere l’immagine di se (cosa ritenuta importante, altrimenti non si farebbe l’affermazione in oggetto) come di “tanto fumo e niente arrosto”.

La cosa migliore è fare le cose che ci fanno piacere, anche se solo per un breve periodo, senza per forza “gonfiarle” e senza voler a tutti i costi apparire … chissà chi.

L’importante di sicuro è che qualsiasi cosa facciamo, la facciamo bene, anche solo per un giorno. La passione non è un obbligo nè uno status da ostentare!

Il tempo è un bene prezioso e dobbiamo impegnarlo minuto per minuto in modo costruttivo. Ogni cosa che facciamo deve arricchire la nostra conoscenza e la nostra personalità.

Questo è un dovere sacro nei nostri confronti innanzitutto, e anche se può sembrare campato in aria, contribuisce ad elevare la qualità della società umana.

La passione non è un obbligo nè uno status!

Facciamo ciò che più ci piace fare senza il carico di dover dimostrare qualcosa. Quando i nostri interessi cambieranno, perchè anche questo è normale che accada, focalizzeremo il nostro tempo e la nostra attenzione verso il nuovo oggetto del nostro interesse, senza dover trovare giustificazioni per aver fatto affermazioni esagerate.

Quando e perchè la passione va nutrita

Le cose che più amiamo fare potrebbero essere oppure no collegate con la sfera lavorativa.
Nel caso in cui siano scollegate dal lavoro secolare, possiamo goderne semplicemente quando doveri e attività quotidiane ce ne lasciano il tempo.

Ma nel caso in cui abbiano a che fare direttamente col nostro lavoro, corriamo il rischio di inciampare nello scoglio del “dovere” e della noia e di perdere il piacere di fare.

Le cose fatte perchè siamo in qualche modo costretti a farle, perdono la luce che le rende attraenti ai nostri occhi. La costrizione ricopre di una patina opaca qualsiasi cosa facendola diventare pesante e poco desiderabile. E’ importante quindi eliminare quella patina.

Per scongiurare i danni da noia e dovere e far risplendere di luce la nostra passione ritrovando il piacere e la gratificazione che dovrebbe derivarne, dobbiamo nutrirla.

Come si nutre una passione?

Il nutrimento consiste nella ricerca costante di informazioni che arricchiscano la nostra conoscenza al riguardo.

Nel caso della danza, (ma anche per l’arte culinaria, la sartoria, l’artigianato, l’idraulica, la meccanica, la pittura, il disegno e via dicendo) può tornarare utile al nostro fine il confronto per esempio.

Confrontare le proprie competenze con quelle di chi pratica danza, sia nel Coreographic Dance che in altre discipline, potrebbe mettere in evidenza pregi e difetti o anche necessari miglioramenti della nostra performance.

Per chi della danza ne fa uno strumento di lavoro, studiare atteggiamenti, posizioni, stranezze di altri dancer sarà particolarmente utile per arricchire il repertorio personale di conoscenza e per spronare alla crescita e all’evoluzione. Il tempo che dedicheremo allo “studio” e al miglioramento è l’ossigeno che serve a rimuovere la “patina” e alimentare di nuova vita e vigore la nostra passione.

Sempre per chi della danza ne fa uno strumento di lavoro, sarà perfino possibile che le nuove conoscenze acquisite, miscelate col proprio stile o le proprie idee, diano vita a nuove interessanti proposte tecniche e/o coreografiche.

Danzare solo per diletto

Quanto sopra esposto vale anche per chi danza solo per diletto. Anche se la passione per la danza non è legata all’ambiente lavorativo, resta il fatto che come tutte le cose deve ci si deve lavorare sopra per ottenere nel proprio contesto, i risultati migliori possibili.

Vedere un dancer o un corpo di ballo esibirsi deve essere un esperienza piacevole dal punto di vista dello spettatore.

Questa società si è appoggiata troppo sul pressapochismo, contaminando la naturale propensione dell’essere umano a imparare ed evolvere in qualsiasi cosa faccia.

La filosofia del fare le cose alla “volemose bene” per dirlo alla “romanesca”, ha tirato su un popolo di fantocci scimmiottanti, scoraggiando colui che guarda dall’ intraprendere una qualsiasi attività, perfino una bella come la danza. Ne ho fatto accenno in questo breve articolo

Dulcis in fundo

Direi a questo punto che il concetto di “passione” vada riveduto.

La passione non è una cosa scontata, non vive di vita propria, non dà le appropriate gratificazioni se non riceve le dovute attenzioni.

E’ vero però che con i dovuti accorgimenti e cure di “passione” si può anche vivere, e credo anche che una vita vissuta di “passione” valga la pena di essere vissuta più di una vita comune.

Buona vita e buon ballo.