da Rosanna Becconi | Mag 3, 2026 | Coreographic Dance Team
Ti sarà sicuramente capitato di assistere ad un’esibizione o spettacolo di danza. Di solito quando un ballerino arriva ad esibirsi in pubblico, ha raggiunto una certa perfezione e disinvoltura personale. Se è davvero bravo, c’è un momento preciso in cui smetti di guardare la coreografia e inizi a guardare il ballerino. Non i piedi o le braccia: ma lui, il modo in cui indossa la musica, come se fosse in connessione col brano che sta danzando, tanto che dentro di te dici: “ecco, questo è diverso.”
Ma cosa distingue davvero un danzatore che padroneggia il proprio corpo da uno che sta ancora lottando con esso? Non è necessariamente la difficoltà dei movimenti, né la velocità, né gli anni di studio alle spalle. È qualcosa di più sottile, e una volta che impari a riconoscerlo, non potrai fare a meno ogni volta di notarlo.
Che tu abbia trascorso anni in sala prove o non abbia mai messo piede su una pista da ballo, esistono dei segnali chiari, quasi universali, che rivelano il livello tecnico di un danzatore. Dal modo in cui tiene la schiena a come i suoi occhi si muovono durante una sequenza, il corpo racconta una storia precisa, che a un occhio attento si rivela immancabilmente.
Fortunatamente capire la danza non è appannaggio riservato agli addetti ai lavori. E’ piuttosto una porta aperta a chiunque voglia guardare con occhi più consapevoli. Allora vediamo come riconoscere questi segnali.
In cosa consiste la padronanza tecnica nel ballo?
La padronanza tecnica nel ballo è il controllo completo e consapevole del proprio corpo come strumento espressivo. Si articola in diversi aspetti:
- Postura e allineamento, ossia la capacità di mantenere il corpo in equilibrio strutturale corretto, che varia per stile (per esempio, il portamento nel balletto classico è diverso da quello nel flamenco o nell’hip-hop.
- Controllo muscolare, ossia saper isolare, contrarre e rilasciare gruppi muscolari specifici con precisione. Nell’hip-hop, ad esempio, l’isolamento di spalle e anche, è fondamentale.
- Equilibrio e coordinazione, che consiste nella gestione del centro di gravità in movimento, specialmente in piroette, salti o figure di coppia.
Dimensione ritmica e musicale
- La padronanza tecnica include anche la capacità di abitare il tempo musicale, non solo seguire il ritmo, ma interpretare accenti, pause, sincopi e fraseggi. Un ballerino tecnicamente completo sa dove stare nel beat, non solo quando arrivarci.
- Qualità del movimento. Non basta eseguire un passo: è importante anche e soprattutto come viene eseguito. Questo include il flow (fluidità o frammentazione intenzionale), la dinamica (variazioni di velocità, peso, tensione) e la qualità del tono muscolare.
Memoria corporea e automatizzazione
La vera padronanza si raggiunge quando le sequenze tecniche diventano automatiche, liberando l’attenzione del ballerino per l’espressione artistica. È il passaggio dal “pensare il passo” al “vivere il passo”.
Il paradosso della tecnica
Un aspetto interessante è che la padronanza tecnica, alla fine, deve diventare invisibile: il pubblico non dovrebbe vedere lo sforzo, ma l’intenzione e l’emozione, la leggerezza, la disinvoltura. La tecnica è il mezzo per arrivare a un tale risultato, non il fine; è ciò che permette all’artista di dire qualcosa attraverso il corpo senza che i limiti fisici e mentali lo ostacolino.
I segnali della mancanza di tecnica nel ballo
La mancanza di padronanza tecnica in un ballerino si rivela attraverso diversi segnali, sia visivi che cinestesici:
Corpo e postura
- Allineamento scorretto: schiena curva, spalle tese, testa in avanti o collo rigido indicano che il danzatore non ha ancora interiorizzato la postura di base del proprio stile.
- Centro di gravità instabile: la difficoltà a mantenere l’equilibrio in posizioni statiche o durante le piroette, tradisce una scarsa connessione con il core (muscoli profondi dell’addome e del pavimento pelvico).
- Tensione muscolare eccessiva: braccia rigide, mascella serrata, mani contratte sono segnali che il corpo “lsi sforza di lavorare” per compensare la mancanza di controllo
Movimento e coordinazione
- Mancanza di isolamento: è l’incapacità di muovere singole parti del corpo in modo indipendente (es. fianchi mantenendo immobili le spalle), fondamentale in stili come jazz, hip-hop o danze caraibiche.
- Ritmo impreciso: è quando il ballerino arriva in ritardo sui tempi forti, anticipa i cambi o perde il filo della musica durante le sequenze complesse.
- Transizioni brusche: sono evidenti quando i passaggi tra un movimento e l’altro risultano spezzati, privi di quel legato (continuità fluida, scorrevole) che distingue un danzatore formato.
Spazio e dinamica
- Uso dello spazio limitato o caotico: si nota quando il ballerino non è in grado di posizionarsi in modo corretto e tende a “rimpicciolirsi” oppure occupa lo spazio in modo casuale, senza intenzione coreografica.
- Dinamica piatta: risalta quando tutti i movimenti hanno la stessa intensità e velocità; mancano i contrasti tra forte/piano, veloce/lento, pesante/leggero, tutti aspetti che danno vita alla danza.
Il segnale più importante
- Paradossalmente, il segnale più eloquente è spesso lo sguardo: un ballerino tecnicamente insicuro tende a guardare i propri piedi, a perdere l’espressione del viso, e sembra mentalmente impegnato a ricordare invece che a danzare. La tecnica vera è quella che scompare nel corpo, che dà leggerezza, liberando la mente per l’espressione artistica.
Riconoscere i segnali di una tecnica ancora in costruzione non serve a giudicare, ma a crescere.
Che tu sia un appassionato che guarda uno spettacolo con occhi nuovi o un aspirante ballerino alle prime armi che si sta scoprendo davanti allo specchio, sapere cosa osservare è già il primo passo verso una comprensione più profonda della danza.
La tecnica non è un traguardo riservato ai professionisti: è un viaggio continuo, fatto di consapevolezza, ascolto del proprio corpo e pazienza. Il vero obiettivo, per chiunque danzi, è arrivare a quel momento magico in cui i passi smettono di essere un esercizio mentale e diventano semplicemente movimento. Quando la tecnica “scompare nel corpo” , è da quel momento in poi che inizia la vera danza.
Ma una cosa è sapere “cosa” fare, un’altra è imparare “come” farlo!
Per questo esistono le scuole di ballo con corsi dedicati a discipline specifiche.
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da Rosanna Becconi | Apr 20, 2026 | Coreographic Dance Team, Danze sarde
L’affermazione che la danza smetta di essere “qualcosa che si fa” per diventare “qualcosa che si è” rappresenta il traguardo ultimo di un percorso di trasformazione profonda, che sposta il focus dalla superficie del movimento alla sua essenza interiore. Questo passaggio può essere approfondito attraverso quattro pilastri fondamentali:
Dalla forma esteriore alla “sostanza” del movimento
Se sei nella fase in cui la danza è ancora solo “qualcosa che si fa”, stai tendendo a imitare il gesto o a seguire i movimenti dell’insegnante come se stessi copiando un disegno senza capirne il senso. In questo stadio, il tuo corpo impara l’apparenza del movimento, ma non la sua sostanza. Quando la danza diventa “qualcosa che si è”, il movimento non è più una replica meccanica, ma nasce da una comprensione interna e da una padronanza tecnica che rendono il gesto autentico e non “recitato”.
La presenza totale: mente e corpo in sincronia
Sei tra quegli allievi che frequentano lezioni per anni “recitando la parte”, portando il corpo in sala ma lasciando la mente fuori dalla porta? Sappi che la danza diventa identità (“qualcosa che si è”) solo quando scegli di tornare a lezione con una presenza diversa: non solo fisica, ma fatta di intenzione, curiosità e volontà sincera di capire i tuoi limiti. In questo stato, non stai più semplicemente “facendo la lezione”, ma stai agendo con una consapevolezza che trasforma la routine in disciplina.
Il dialogo consapevole con il proprio corpo
Un segno distintivo di chi “è” un ballerino è la capacità di sentire quando un movimento non funziona. Se ti limiti a “fare” danza subisci il ritmo o non sai valutarti con occhio critico. Al contrario, se interiorizzi la danza svilupperai un dialogo costante col tuo corpo, e sari in grado di percepire la differenza tra un gesto eseguito per abitudine e uno eseguito con controllo intenzionale. Questa sensibilità ti permetterà di sentire il tuo corpo non un semplice strumento, ma una parte integrante del tuo essere consapevole.
La musica come linguaggio, non come sottofondo
Mentre l’allievo mediocre spesso insegue il ritmo senza mai “toccarlo” davvero, per chi incarna la danza la musica smette di essere un elemento esterno da subire e diventa un linguaggio comprensibile.
Quando il ballerino e la musica parlano la stessa lingua, il confine tra il suono e il movimento scompare: il gesto non è più una risposta a uno stimolo esterno, ma l’espressione naturale di ciò che la persona è in quel momento. In sintesi, questo cambiamento avviene quando decidi di smettere di accontentarti della mediocrità e inizi a pretendere di più da te stesso, trasformando ogni passo in una scelta consapevole anziché in una routine vuota.
Fai una scelta costruttiva
Inizia il tuo percorso ricordando che la mediocrità non è un destino, ma una condizione che puoi cambiare in ogni momento decidendo di tornare ogni settimana a lezione con una presenza nuova, fatta di curiosità e intenzione. Chiediti onestamente se stai portando a lezione solo il tuo corpo o se anche la tua mente è pronta a comprendere la sostanza del movimento anziché limitarsi a imitarne l’apparenza. Non temere di porti la domanda fondamentale: “Sto facendo meglio di ieri?“, poiché è proprio da questo dialogo consapevole con te stesso che nasce il vero progresso. Smettere di “recitare la parte” per iniziare finalmente a danzare realmente ti permetterà di trasformare questa disciplina in qualcosa che non è più solo un gesto da compiere, ma una parte autentica di ciò che sei.
da Rosanna Becconi | Ott 6, 2024 | Coreographic Dance Team
Innanzitutto: cos’è il Coreographic Dance Team?
Il Coreographic Dance Team è quella disciplina di danza che racconta/esprime con figure coreografiche il contenuto di un brano musicale.
E’ un evoluzione dei così detti e più conosciuti “balli di gruppo”. Evoluzione che non sta solo nelle coreografie più elaborate, curate, ricercate, rispetto ai classici balli di gruppo che riempiono le piazze e le sale da ballo, ma anche e sopratutto nella preparazione di base prima, e più avanzata poi, degli aspiranti ballerini, che dovranno essere tutti perfettamente sincronizzati nei movimenti e nei tempi musicali al fine di ottenere, sia singolarmente che come corpo di ballo, un esecuzione perfetta della coreografia.
Ma sincronismo e perfezione sono solo ciò che si vede “da fuori” come risultato del lavoro e dell’impegno che ci sono voluti durante lo studio e la preparazione.
Cosa c’è dentro l’esecuzione perfetta di una coreografia?
Ci sono tutte le qualità personali che il ballerino/a ha acquisito dal momento in cui ha mosso il primo passo fino al risultato finale.
Per citarne solo alcuni
- Ha migliorato la presenza fisica correggendo la postura.
- Ha imparato a compiere passi e movimenti rispettando il ritmo musicale.
- Ha imparato a rispettare le posizioni e gli spazi personali e degli altri componenti del corpo di ballo.
- Ha sviluppato percezione corporea, prontezza e velocità nei movimenti.
- Ha imparato a memorizzare la sequenza delle figure … e molto altro.
Ma anche e assolutamente altrettanto importante
- Ha acquisito eleganza e disinvoltura
- Fiducia in sè stesso/a e sviluppato autostima
- Ha ottenuto benessere fisico e mentale migliorando lo stato d’animo
- Ha imparato a collaborare con i componenti del gruppo … e molto altro.
Insomma i benefici che apporta praticare il Coreographic Dance Team sono davvero molteplici.
Che tipo di danze puoi trovare nel Coreographic Dance Team?
Il Coreographic Dance Team è una specialità di danza fantastica perché abbraccia un infinità di ritmi e stili. Prevalentemente le proposte sono di Dance Line, ossia “danza in linea” dove i componenti del corpo di ballo danzano individualmente, ognuno al proprio posto, ma anche:
- danze in cerchio
- in cerchio con partner
- danze a spalliera
- danze bordo pista
Il Coreographic Dance Team tra l’altro prevede coreografie cicliche e coreografie dedicate ad uno specifico brano musicale; insomma, c’è davvero molto da imparare.
Le lezioni di prova
Per avere un idea di come funziona una lezione di Coreographic Dance Team, ci sono le cosidette “lezioni di prova” a cui possono partecipare principianti, intermedi, avanzati.
In realtà queste sono più che altro lezioni “dimostrative”, che anno un duplice scopo:
- per l’Istruttore
- mostrare il proprio metodo di insegnamento
- fare una valutazione dei partecipanti allo scopo di ottimizzare i gruppi in base al livello di apprendimento personale e all’età
- per l’aspirante ballerino
- rendersi conto se il metodo di insegnamento dell’Istruttore fa al caso suo
- capire se si sente a proprio agio nel gruppo
Quanto dura una lezione di prova?
La lezione di prova dovrebbe durare quanto una lezione normale, in questo modo il potenziale allievo si fa un idea concreta di cosa aspettarsi se dovesse decidere di iscriversi al corso.
L’Istruttore da parte sua, ha la possibilità, come descritto sopra, di rendersi conto delle potenzialità degli aspiranti ballerini e preparare un programma adatto a loro.
Cosa aspettarsi da una lezione di prova o dimostrativa?
Oltre come quanto fin qui detto, una lezione dimostrativa deve anche far si che i partecipanti portino a casa almeno un risultato, che sia capire che col giusto metodo possono imparare, o addirittura una coreografia semplice e completa, la prima che darà inizio al proprio repertorio coreografico.
Come partecipare ad una lezione dimostrativa?
Per quanto riguarda la location e gli orari è sufficiente seguire le indicazioni riportate nelle pubblicità e possibilmente prenotarsi ai numeri di contatto ivi riportati; comunque anche se ci si dovesse presentare direttamente in sede, l’accoglienza è assolutamente garantita.
L’abbigliamento deve essere comodo e possibilmente di materiali naturali; a corredo una maglietta di ricambio nel caso si sudasse (è molto probabile) un asciugamanetto, e una bottiglietta d’acqua.
I cellulari vanno spenti o messi in modalità silenziosa per non causare distrazione e disturbo a se stessi e agli altri.
… a questo punto
non resta che scoprire se il Coreographic Dance Team fa al caso tuo partecipando ad una lezione dimostrativa.
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Buona vita e buon ballo.
da Rosanna Becconi | Giu 7, 2022 | Considerazioni personali
Ammesso che siamo interessati a ciò che è giusto, come facciamo a stabilire se ciò che riteniamo giusto sia effettivamente … giusto?
Ci sono regole e Leggi, dirai.
Ma le regole e le leggi possono davvero racchiudere tutto lo scibile umano?
Le regole sono norme che appunto “regolano” il comportamento sociale al fine di promuovere ordine e armonia nella comunità.
Sono utili sopratutto nel caso in cui un individuo tenti di venir meno ai propri doveri nei confronti del prossimo o voglia approffittarsene indebitamente.
Questo tipo di individui sono detti: opportunisti. Essi meritano senza ombra di dubbio di essere assoggettati alle regole e obbligati a rispettarle.
Ma cosa ne è del diritto di fare quello che ci pare?
Qualcuno potrebbe azzardare il concetto di “libero arbitrio” . Tutti hanno diritto di agire in piena libertà e fare ciò che gli pare come gli pare, compreso essere opportunista.
E’ vero. E il libero arbitrio, la libertà individuale di scelta e di azione, sono sacrosanti.
Nasciamo già liberi. E nessuno, anche se osa farlo, ha il diritto o l’autorità di privarci della nostra libertà.
E’ semplicemente impossibile, perché il libero arbitrio è parte di noi come il nostro sangue, la nostra pelle, il soffio vitale che ci anima.
Chiunque tenti di privare qualcuno della propria libertà, lo sta di fatto violando, danneggiando, uccidendolo, commette reato e merita di essere fermato e punito.
Nessuno che privi qualcuno della propria libertà e dei propri diritti, ha diritto di reclamare a sua volta libertà e diritti.
Il diritto di fare quello che ci pare però, implica il rispetto dei diritti altrui, quando legittimi.
Di certo una persona moralmente sana giammai vorrà rispettare il (non) diritto altrui di depredare qualcuno di un suo bene o un suo diritto, o di approffittarsi indebitamente della sua buona fede o della sua onestà.
Allora sì, in caso di mancanza di rispetto, regole e Leggi sono utili e vanno osservate.
CI SONO REGOLE E REGOLE
Le regole sulla strada (per esempio)
Alcune regole vanno assolutamente rispettate al fine di contribuire alla sicurezza propria e altrui. Per esempio le regole sulla strada.
Si viaggia con l’auto sulla corsia di destra.
I pedoni attraversano sulle striscie che sono debitamente evidenziate dalla segnaletica verticale.
Ci si ferma col semaforo rosso e ci si avvia col semaforo verde.
Si lascia il passo all’ambulanza con la sirena accesa.
Si da la precedenza al parcheggio all’auto che sta nella carregiata del posto libero
ecc. ecc.
Chiunque capisce che queste regole sono assolutamente da rispettare, poichè violarle vorrebbe dire mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui.
Regole morali
Poi ci sono le regole morali, quelle che si potrebbe scegliere di rispettare oppure no.
Il risultato di una scelta in questo caso potrebbe anche esulare da un azione in termini di Legge, ma potrebbe riflettersi in positivo o negativo sia sulla persona che fa la scelta che su altre persone coinvolte.
Per esempio le regole morali sono quelle che interessano i rapporti di amicizia.
I rapporti di lavoro.
Il rispetto della fila all’ufficio postale.
Evitare di pettegolare a danno di qualcuno è un importantissima regola morale che oltre che dare un infima immagine di chi la viola, danneggia la reputazione di colui a cui sono indirizzati i pettegolezzi, spesso infondati quanto invece ingigantiti dal passaparola.
Mantenere la parola data è un’altra regola morale che determina l’affidabilità e quindi la reputazione di una persona.
I contesti in cui si applicano le regole morali sono infiniti e quotidiani.
Le regole sono comunque solo linee guida
Le regole vanno applicate e rispettate giudiziosamente applicando quello che viene definito “buon senso”.
Una regola non è giusta solo perché è tale. E non va rispettata solo perchè è una regola.
Un esempio che potrebbe rendere l’idea.
E’ noto che il furto è un reato punibile penalmente. Quindi di regola non si ruba.
Mettiamo che un uomo venga sorpreso mentre ruba una pecora da un ovile.
La legge vuole che il ladro sia condannato e come recita l’articolo 624 del Codice Penale punito con una multa che va dai 154 € ai 516 € e con reclusione da sei mesi a tre anni.
In seguito alle dovute indagini si appura che l’uomo ha perso il lavoro, e nonostante gli sforzi è stato impossibile per lui fino a quel momento trovare anche solo uno straccio di impiego. Chiedere aiuto gli ha fatto prendere atto di poter contare solo su se stesso.
I risparmi messi da parte in tempi migliori servono per pagare l’affitto in modo da garantire momentaneamente un tetto alla famiglia. Ma mancano i soldi per la spesa.
Il poveretto ha “rubato” per sfamare moglie e figli.
Se la Legge e il senso di giustizia condanna il furto, di contro però, se proprio non riusciamo ad arrivarci col nostro senso umano,
la Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, anche conosciuta come DUDU, recita:
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la
salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare
riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure
mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in
caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in
altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze
indipendenti dalla sua volontà.
In coscienza, in un caso come questo quale regola credi che sia giusto applicare?
Io personalmente sono certa e ferma sulla risposta e su CHI ricade la responsabilità di una situazione inaccettabile in un epoca che vanta benessere e progresso.
Lo scopo di regole e Leggi
Regole e Leggi sono state promulgate per garantire sicurezza, benessere e diritti alla persona umana, e per proteggere i più deboli dai malvagi.
Dove regole e leggi sono promulgate per asservire la popolazione, c’è da chiedersi da chi vengano, trovare gli autori, privarli di beni e libertà e punirli in modo esemplare a monito di chi pensa di poter fare altrettanto.
E necessario e urgente scongiurare una situazione che pare gli aguzzini del popolo vogliano creare nella nostra nazione e che prende a esempio quella infame che esiste in un paese martoriato dalla dittatura.
Qualsiasi iniziativa finalizzata alla protezione dei diritti dell’essere umano è supportata da Leggi apposite e tutt’ora in vigore. In assenza di Leggi o di negligenza nell’osservarle da parte delle Istituzioni, vige la Legge Universale cui nessuno può opporsi. E’ la Legge del popolo. E’ la Legge del giusto.
Questa Legge vuole ogni individuo libero, giusto, giudice, autorità.
Responsabilità personale
Sebbene molti lo ignorino volutamente, per meschino tornaconto personale, tutti abbiamo la responsabilità di condurre una vita moralmente corretta.
Corretta nei nostri confronti innanzi tutto e nei confronti degli altri di conseguenza.
Sia chiaro che questo concetto niente ha a che vedere con ciò che viene considerato “perbenismo”. Il perbenismo è la maschera che nasconde la pochezza di individui che hanno la pretesa di essere buoni, giusti, e sopratutto superiori a qualcun altro, mentre nella realtà sono incapaci di pensare ad altro che a se stessi.
Se tutti applicassimo il Princìpio della buona etica, e capissimo che ogni diritto è immancabilmente legato ad un dovere, la nostra sarebbe una società migliore.
Avremmo meno bisogno dell’interevento delle autorità costituite a salvaguardia di quei diritti che abbiamo visto talvolta esse stesse violare. E forse i “governazzi” avrebbero trovato un muro di granito ad impedirgli di prosperare sul popolo.
Come riconoscere il modo giusto di agire?
E’ semplice! Prima di applicare la regola si deve applicare il Princìpio.
Va sempre ricercato il motivo per cui una persona compie un furto, o dà un pugno in faccia a qualcuno. Si potrebbe arrivare a rubare per fame e per disperazione. Così come si potrebbe essere costretti a intervenire manescamente per difendersi o per difendere qualcuno dall’aggressione di un malintenzionato.
Giudicare per sentito dire è la scelta peggiore che si possa fare. Il modo giusto di agire è farci guidare dal nostro “sentire”.
Buona vita.
da Rosanna Becconi | Mag 28, 2022 | Coreographic Dance Team
Cos’è il Coreographic Dance?
Il Coreographic Dance Team è una vera e propria disciplina riconosciuta dalle federazioni sportive di danza. Si distingue in quattro varianti:
- Show Dance
Come definito da Feder Danza: Disciplina dal forte impatto spettacolare ed emotivo, alla performance tecnica unisce gli elementi artistici ed espressivi della composizione coreografica. Rappresentando un tema o una trama con peculiarità proprie dello spettacolo in genere – quali musica, costumi, trucco e scenografia – la prestazione degli atleti risulta maggiormente suggestiva, ricca di significato e coinvolgente, secondo il livello di creatività del coreografo.
- Coreographic Dance
Come definito da Feder Danza: Le esibizioni di Choreographic Dance si distinguono da quelle di Show Dance per l’assenza di tema/trama e per lo specifico sviluppo di schemi e tecnica coreografica. Sono ammessi tutti gli stili di ballo e musicali.
- Disco Dance
Come definito da Feder Danza: … la Disco Dance si è prepotentemente affermata sulle note di una musica costruita più per far ballare che per essere ascoltata.
- Synchro Dance
Come definito da Feder Danza: Ballo sincronizzato: sono ammessi tutti gli stili di danza e musicali. Tutti i ballerini della squadra eseguono contemporaneamente – e nelle stesse direzioni – identici passi e movimenti, mantenendo lo schieramento dall’inizio alla fine della prova.
La Synchro Dance è un evoluzione di quella tipologia di danza comunemente conosciuta come “balli di gruppo”.
A tutti è capitato almeno una volta di vedere ballare le persone singolarmente tutte insieme lo stesso ballo. Potrebbe anche essere capitato di vedere più gruppi nella stessa pista, ballare in modo diverso sullo stesso brano musicale.
E per fortuna direi! Altrimenti sai che monotonia!
Molti, sopratutto i cultori del ballo di coppia, hanno mostrato palese avversione per questa tipologia di danza, ma loro malgrado hanno dovuto accettare l’evolversi dei tempi.
Il potere della consuetudine ha fatto il resto, e oggi, in ogni serata danzante che si rispetti, si alternano brani musicali per i balli di coppia e proposte commerciali per i balli in linea
Perché ai suoi esordi il Coroegraphic dance, o più specificatamente Synchro Dance, è stato denigrato?
Il fatto è che a differenza di come accade oggi, ai tempi degli esordi del Synchro dance si era più conservatori, più irriducibilmente fedeli alle tradizioni. I ritmi musicali sui quali si ballava e si balla ancora oggi il ballo di coppia, erano sacri. Era impensabile una versione “line” di danza.
Eppure la danza in linea nulla ha tolto alla bellezza e alla magia del ballo di coppia che è rimasto intramontabile in tutte le discipline.
Chi è cresciuto nella filosofia classica del ballo di coppia, ha avuto il timore, col tempo dimostratosi infondato, che la sacra disciplina venisse in qualche modo soppiantata dalle nuove mode.
C’è voluto comunque del tempo perché questo timore fosse rimosso dal pensiero comune.
C’è voluto anche coraggio e determinazione da parte dei gruppi che portavano in pista le versione line sui “ritmi sacri”. Spesso hanno dovuto imporsi a muso duro per rimanere in pista. Comunque, come accade per tutte le cose, il peggio è passato.
Cos’ha di tanto straordinario il Coreographic dance da attrarre un gran numero di persone?
Il fatto è che questa tipologia di danza ha la peculiarità di dissacrare ciò che è stato istituito in precedenza. Nel Coreographic dance esiste solo il diritto di danzare. E sebbene si scelga di adottare i passi caratteristici dei ritmi sacri, nessuno vieta che vengano applicati secondo l’estro creativo del coreografo.
Cosa sono i “ritmi sacri”
I ritmi sacri sono quelli su cui si balla da sempre il ballo di coppia.
Danze:
- Standard: Valzer Lento, Tango, Valzer Viennese, Slow Fox, Quick Step
- Tradizionali e Folkloristiche: Valzer, Mazurka, Polka,
- Latino Americane: Samba, Cha cha cha, Rumba, Paso Doble, Jive
Mentre per le danze Latino Americane è stato più facile accettarle in versione “line-dance”, per le danze Standard e Tradizionali è stata più dura.
Espressioni di scherno e di disprezzo sono state distribuite generosamente da parte degli “irriducibili” alla vista di gruppi che danzavano in versione line.
E’ perfino capitato di assistere a spiacevoli parapiglie in pista, come se ballare in un certo modo fosse un dogma e desse diritto di privare della libertà di ballare chi osava fare diversamente.
Le danze così come le conosciamo, non sono sempre esistite. C’è stato un momento in cui hanno avuto inizio. Qualcuno ha dato loro la nascita.
E se invece di “inventarle” in coppia, a contatto, le avessero inventate a coreografia individuale, o a quartetto?
Un tango o un valzer danzato in quattro … cosa avrebbero detto questi “irriducibili” che faticano ad accettare qualsiasi proposta alternativa, vedendo ballare in coppia?
Una piacevole scoperta
Una volta mi sono trovata ad una serata danzante in un paesino del viterbese.
E’ passato tanto tempo e non ricordo il nome, ma ricordo perfettamente che il pubblico dei ballerini era di età avanzata e tutti ballavano esclusivamente in coppia. Quando a un certo punto l’orchestra propose un Hully Gully … ballarono in coppia perfino quello!
Per me fu una sorpresa. Capii che quelle persone non conoscevano la versione line di quel ritmo, ma loro invece che scomporsi e uscire dalla pista, adattarono i passi e lo ballarono comunque.
Se avessi adottato il modo di pensare comune, avrei dovuto come minimo schernirli, invece trovai questa cosa fantastica!
Il ballo di coppia manterrà sempre il suo fascino e la sua magia nonostante le più disparate proposte coreografiche.
La danza è espressione individuale e sociale. E’ uno strumento di comunicazione e interazione, e probabilmente nasceranno nuovi tipi di danza. L’importante è che qualsiasi proposta si avanzi, tenga conto del buon gusto e del rispetto.
In ogni caso sta ad ognuno di noi la scelta, e dalle nostre scelte dipenderanno le usanze e le tradizioni future. Facciamo che siano evolutive nel bello.
Il bello del Coreographic dance team
Dissacrare il dogma dei ritmi sacri, sebbene possa sembrare un grave atto di offesa al ballo di coppia, ha una connotazione positiva.
Permettersi di danzare su tutti i ritmi muiscali consente di creare una grande varietà di coreografie, il che rende questa tipologia di ballo ricca di proposte e sempre interessante.
Questo naturalmente a patto che si vada oltre ciò che “tutti fanno”. Le proposte da villaggio turistico vanno bene per i villaggi turistici.
Se vuoi ottenere gratificazione dalla danza, devi vederla come un arte. Per diventare un autentico dancer, è importante che tu coltivi e nutra quella che viene definita “passione”.
Metti legna sul fuoco. Valuta le proposte coreografiche di qualsiasi disciplina, osserva gruppi e individui danzare, costruisci il tuo stile personale arricchendolo delle qualità che vedi in altri dancer facendole tue. Vedrai che in breve tempo quel fuoco divamperà in un grande falò e la tua vita si arricchirà di colore.
Buona vita e buon ballo.
da Rosanna Becconi | Mag 15, 2022 | Coreographic Dance Team
Nel corso della mia professione di Istruttore ho conosciuto centinaia di persone che si sono affidate a me per imparare il Coreographic Dance Team.
Ho visto “crescere” dancers a cui mancava il senso del ritmo, l’eleganza, la disinvoltura. Fiorire persone che hanno acquisito sicurezza in se stesse man mano che imparavano cose nuove.
Ho visto accendersi sul loro viso la soddisfazione impagabile per aver raggiunto un obbiettivo, fosse anche solo quello di esibire una coreografia, sebbene vistosamente migliorabile, in completa autonomia.
Queste persone, molto diverse tra loro, che hanno incontrato e superato ognuna le proprie difficoltà, avevano in comune una caratteristica. Un modo di vedere le cose che ha fatto la differenza tra loro, e altri che hanno ottenuto invece risultati molto scarsi nonostante il medesimo percorso.
Avevano in comune un punto di vista che dovrebbe essere una filosofia di vita da adottare e utile in tutti i contesti.
L’obbiettivo di un aspirante ballerino
Come ho accennato anche nell’articolo “Una disciplina alla portata di tutti… o no!?“, l’obbiettivo di un aspirante ballerino è quello di apprendere le tecniche della danza al fine di crescere e migliorare.
Naturalmente l’aspirante dancer potrà definirsi tale a tutti gli effetti solo dopo aver raggiunto determinati risultati. Allora si che potrà con merito godere anche delle gratificazioni che ne derivano.
Devo riconoscere che molti allievi hanno ottenuto discreti risultati, meritando l’agognato “ben fatto” dall’istruttore e copiosi complimenti da chi ha apprezzato le loro performances.
Sono sempre stata generosa nell elargire “ben fatto” e complimenti agli allievi meritevoli, perché credo che gratificare qualcuno con un complimento o un gesto di apprezzamento per qualcosa in cui è riuscito, sia dovuto. Credo anche che sia importante per spronarlo a mantenere il ritmo dei risultati positivi e incoraggiarlo a fare se possibile sempre meglio.
Sono convinta che ricevere gratificazioni per il proprio impegno, spinga a dare di più e superarsi ogni volta.
A volte la gratificazione è uno scoglio su cui molti inciampano
Purtroppo ho dovuto constatare che la gratificazione da complimenti sprona nella giusta direzione solo le persone intelligenti, ossia quelle che hanno un desiderio genuino di risplendere di luce propria.
Infatti, molti hanno rivelato il loro limite al primo risultato confermato dalle espressioni di apprezzamento di ha assistito alle loro esibizioni.
Ma nella danza, come in qualsiasi altra attività, in realtà la strada dell’evoluzione personale è senza traguardo definitivo. Bisogna sempre fare in modo di mantenere alto il livello che si è raggiunto, e c’è sempre qualcosa da migliorare o da imparare.
Pensare di essere arrivati, o addirittura essere i migliori, è lo scoglio su cui si scontrano rovinosamente gli individui che hanno poca confidenza col successo personale.
Fortunatamente è impossibile quantificarli in un numero preciso, ma sono comunque tanti. Purtroppo troppi rispetto al numero di studenti.
La scelta della pietra di paragone è l’errore sui cui molti inciampano
Mi sono spesso chiesta se, nel genuino e nobile tentativo di spronare i miei allievi a dare il meglio di se, io abbia sbagliato qualcosa.
Per mostrare loro come avrebbero dovuto accuratamente evitare di essere o di diventare, gli facevo notare quanto fosse brutto, antiestetico, triste e noioso, il modo in cui molti gruppi esibivano le coreografie.
Ho sempre disapprovato quel modo di ballare, e mi ha sempre infastidito la reazione di alcune persone quando mi presentavo come istruttore di “balli di gruppo” . Infatti adesso mi identifico come istruttore di Coreographic Dance nel tentativo di sottolineare la differenza tra una disciplina curata e un attività amatoriale priva di basi.
Alcuni allievi hanno visto in questo tentativo, un “confronto” tra la loro bravura e la mediocrità di altri gruppi, ma invece di afferrare il vero senso del “confronto”, per l’appunto evitare di essere o diventare mediocri, si sono fermati al fatto che erano più preparati, quindi più bravi, quindi migliori. In pratica si sono ritenuti “arrivati”. E qui si è fermata anche la loro crescita come dancers.
La giusta scelta della pietra di paragone
Se è una realtà, è giusto nei propri confronti riconoscere di essere bravi. Purtroppo l’atteggiamento di questi allievi in realtà constava puramente nell’ostentazione della propria bravura. Col tempo hanno iniziato a prestare meno attenzione durante le lezioni, prendendo per scontato che “tanto sapevano fare”… e i risultati si sono rivelati in breve tempo in performance discutibili.
Per quanto tentassi di spiegarlo, pochi capirono che le pietre di paragone erano due, ognuna con uno scopo preciso.
La prima, di cui ho appena parlato, mirava a ciò che andava accuratamente evitato.
La seconda era quella alla quale dovevano guardare come esempio di obbiettivi da raggiungere: corpi di ballo e singoli dancers che in fatto di performance, con tutto ciò che tale parola implica, gli erano superiori.
La “pietra di paragone” è un ottima tecnica, se così possiamo chiamarla, ottima ai fini del miglioramento personale, perchè di mettere a confronto le nostre lacune con i pregi o punti forti della persona con la quale ci confrontiamo.
Per crescere dobbiamo confrontarci con chi fa meglio di noi
Guardando la faccenda da un altro punto di vista ancora, essere la pietra di paragone con la quale qualcuno si confronta è un privilegio e allo stesso tempo una respondabilità, cosa ben diversa dall’arroganza di pensarsi migliori e arrivati.
Fai la scelta giusta! Buona vita e buon ballo.
da Rosanna Becconi | Mag 13, 2022 | Coreographic Dance Team
La musica chiama, la danza risponde
La danza che in gergo popolare viene più comunemente definita “ballo”, è la risposta instintiva, innata negli individui al richiamo della musica.
La musica popolare sopratutto, per intenderci quella che si suona nelle feste tradizionali dei paesi di tutto il mondo, ha il potere di sprigionare allegria e mettere di buon umore chiunque si trovi nei paraggi.
Disse Vicki Baum, scrittrice e sceneggiatrice ebrea della prima metà del XX secolo
Ci sono delle scorciatoie per la felicità. E danzare è una di esse.
Fortunatamente c’è ancora l’usanza di organizzare queste feste e sagre che celebrano antiche usanze popolari, caratteristiche della cultura umana. Se dovessero smetterle perderemo il patrimonio umano e sarebbe come essere senza origini!
La musica ha lo straordinario potere di rivitalizzare gli animi e il morale della comunità, la quale risponde appunto con la danza o ballo che dir si voglia.
In tempi più antichi rispetto ai nostri, saper ballare era una sorta di eredità che si trasmetteva tra individui con semplicità e divertimento, senza particolari pretese.
Ma la società di oggi è diversa da quelli di ieri, e con i suoi pro e i suoi contro, per imparare a ballare è diventato necessario frequentare scuole o corsi appositi.
Un ombra che aleggia sulla spontaneità!
C’è però un aspetto della danza su cui nessuno osa mettere bocca, ma che più spesso di quanto si pensi lascia perplesse le persone che vorrebbero imparare per il semplice piacere di dilettarsi nel ballo seppur con la giusta tecnica.
Qual’è dunque questo aspetto, che pare necessario in alcuni contesti, e invece di troppo quando addirittura inutile in altri? Un aspetto che ha quasi il potere di spegnere l’allegria in una attività che dovrebbe essere espressione spontanea come appunto ballare?
Categorie diverse di amanti della danza
Il mondo della danza affascina e appassiona una grandissima percentuale di persone.
Tra queste persone ci sono coloro che danzano per competizione e ambiscono ai riconoscimenti inerenti la perfezione della tecnica. L’ impegno speso consiste in un numero considerevole di ore e ore e anni di duro lavoro per poter competere con professionisti della danza di alto livello.
Poi ci sono le persone che desiderano acquisire la conoscenza, la padronanza, l’eleganza della specialità scelta, e preferiscono semplicemente dilettarsi nella danza a livello puramente amatoriale.
Ci sono anche le persone, sopratutto della precedente generazione, che hanno imparato a ballare … ballando come ai vecchi tempi. Costoro ballano per puro diletto e sono felici così.
La spina nel fianco degli aspiranti ballerini
Tra la moltitudine degli aspiranti ballerini, una parte è portata alla competizione e si impegna a tal proposito a lavorare su quegli aspetti della danza come per esempio esecuzione tecnica, tricks, immagine, performance, eccetera, che saranno poi in adeguata sede sottoposti all’attenzione di una giuria competente nella valutazione.
Gli aspiranti ballerini che si annoverano nella categoria “amatoriale” , hanno anch’essi degli aspetti su cui lavorare che condividono con la categoria “competitors” . L’esecuzione tecnica per esempio, che è anche il motivo principale per cui si affidano ad un professionista.
Sebbene l’esecuzione tecnica sia assolutamente importante, nel caso del ballerino amatoriale, alcuni aspetti possono, anzi … io direi proprio “devono” essere molto molto “diluiti” in quanto risulterebbero fuori luogo in un contesto di danza diverso da una gara competitiva.
Di cosa parliamo? Hai presente quei movimenti estremamente scattosi che si esibiscono per esempio nel tango? Oppure le torsioni eccessive tipiche nelle esibizioni competitive di Rumba o Cha Cha Cha?
Ti ricordo che mi riferisco a un contesto di pista da ballo popolare, quindi non in una gara tra professionisti della danza.
Ora, i movimenti molto “pronunciati”, in una donna che si muove con eleganza e sinuosità potrebbero anche risultare piacevoli ed essere apprezzati. Ho sempre trovato invece fuori luogo e poco elegante ai fini puri della danza i movimenti eccessivamente scattosi in un uomo.
Questa mia personale perplessità al riguardo, è condivisa per l’appunto da chi la danza la vede come un attività amatoriale, e l’idea o il concetto che ballare bene implichi muoversi o contorcersi in modo così esasperato, potrebbe avere un pericoloso effetto scoraggiante nell’allievo che istintivamente avverte disagio.
La tecnica è importante ma …
La tecnica è importante ma deve essere necessariamente corredata da eleganza, disinvoltura, feeling con il partner, o partners quando si fa parte di un corpo di ballo.
Una volta, in una delle tante uscite con gli allievi, mi capitò di vedere ballare un Queck Step da una coppia sulla sessantina. Lei aveva una corporatura importante, lui invece era più esile.
Per tutta la durata della danza non ci fu da parte loro nessuna ostentazione tecnica, ma si muovevano con una tale eleganza e leggerezza nei movimenti che sembrava che più che ballare accarezzassero il pavimento volandoci sopra!
Vederli danzare fu letteralmente una delizia per gli occhi. Ricordo che alla fine del brano non potei fare a meno di raggiunerli e complimentarmi con loro. Chiesi dove insegnavano, e rimasi sbalordita quando mi risposero che loro erano solo allievi!
Questa coppia fu la dimostrazione reale delle parole di Leila Hassan:
La performance tecnica è nulla in sé, la danza inizia quando si mette l’anima.
A meno che non vogliamo fare della danza una professione agonistica, questo è il risultato a cui tutti, ognuno col proprio stile dobbiamo ambire.
Quindi mio caro aspirante dancer, puoi ottenere importanti risultati imparando la tecnica senza portarla all’esasperazione voluta dalle competizioni olimpioniche.
Fai in modo che a distinguerti sia il tuo personale stile.
Buona vita e buon ballo.
da Rosanna Becconi | Apr 12, 2022 | Considerazioni personali
UN PICCOLO MONDO PERSONALE E’ CIO’ CHE TUTTI DOVREMMO AVERE.
A dir la verità tutti ce l’abbiamo, anche se forse si discosta un pò dal concetto di cui ne parlo in questo articolo.
Purtroppo il piccolo mondo personale di molti è già configurato, e se coloro che vi si rifugiano non cambiano configurazione, sono destinati a subire una vita in versione passiva perennemente alimentata dalla velenosa configurazione di default.
Forse penserai che il piccolo mondo personale consiste nella nostra casa. A volte è anche così.
Smontare dal lavoro e fare ritorno a casa, in un ambiente confortevole e accogliente, tra le nostre cose, tra le braccia e la compagnia dei nostri familiari, ci rinfranca dalle noie quotidiane.
E questo è molto bello. Vuol dire che abbiamo costruito bene in rapporti sociali e familiari, fondandoli su sani principi e valori. Questo è un bene prezioso, da proteggere e custodire con cura.
Ma è davvero tutto qui? Davvero tutte queste cose, sebbene preziose, ci bastano?
E SE AVESSIMO BISOGNO DI QUALCOS’ALTRO?
Se avessimo bisogno di altro, di qualcosa in più?
Cosa potrebbe essere questo “qualcosa”? Cosa si può volere più di una casa accogliente e una famiglia unita?
Queste sono cose che tutti dovrebbero avere a prescindere. Guai se mancassero!
Ma anche la famiglia, seppure in questo modo benedetta, fa parte della quotidianità. Ha giustamente bisogno di cure, di mille attenzioni, e assorbe buona parte del nostro tempo.
Ma allora, siamo forse degli eterni scontenti e magari perfino un pò ingrati a voler di più? Tutt’altro! Il fatto è che siamo umani e la nostra natura richiede, non già egoisticamente, ma per la salute personale a tutto tondo, del tempo per se stessi.
Questo vuol dire sentire il sano e giusto desiderio di impegnarci in attività che ci gratificherebbero se solo potessimo praticarle.
IL NOSTRO PICCOLO MONDO PERSONALE
Al di là della benedizione di una casa accogliente e l’affetto della famiglia, in cosa consisterebbe dunque questo “piccolo mondo personale”?
Come anticipato sopra, consiste in quelle attività che ci sono precluse a motivo degli impegni quotidiani.
Per esempio la lettura è il piccolo mondo personale in cui molti si rifugiano dedicando a questa attività un paio d’ore una volta o più, la settimana . E’ risaputo che tuffarsi in un buon libro è come viaggiare, e quindi staccarsi dai pensieri pressanti dei doveri secolari. E’ come allontanarsi per un pò da casa.
Per di più la lettura fa crescere in cultura personale, e abitua la mente a spaziare in universi altrimenti irragiungibili fisicamente. Si chiama anche evoluzione personale.
Anche frequentare dei corsi per imparare a cucire, o a cucinare, a usare la macchina per maglieria. Oppure incontrarsi regolarmente con un gruppo di persone per discutere di argomenti che ci accomunano.
Queste e altre cose ancora, che potrebbero sembrare futili a chi è sordo a questo tipo di richiamo, sono invece importanti spinte alla crescita e all’evoluzione personale.
L’impegno di frequenza di un corso, per esempio, aiuta ad essere costanti nella scelta fatta e declinare gli imprevisti che sembrano presentarsi apposta per farci perdere la lezione. Se questi imprevisti dovessero capitare per più di due volte di seguito, il nostro piccolo mondo personale rischierebbe di essere immediatamente soppiantato dalla configurazione di default!
COS’E’ LA CONFIGURAZIONE DI DEFAULT?
La configurazione di default è quel comportamento indotto che spinge una persona a fare qualsiasi cosa che impedisca la crescita e l’evoluzione personale.
Per esempio piantarsi davanti al televisore appena arrivati a casa, magari anche all’ora di cena quando invece si dovrebbe approfittare per comunicare con i familiari e scambiarsi le novità sulla giornata appena trascorsa.
I programmi inutili e di infima scrittura, proposti dalla tv nazionale, compresi i notiziari che in realtà trasmettono altro che farse e propaganda mirata, supportano e mantengono in essere la “configurazione di default”.
Ben lungi dal nobile scopo di far crescere e trasmettere cultura, inducono le persone che se ne lasciano ipnotizzare ad accettare come normale la mondezza che gli viene messa davanti agli occhi.
Un’altra cosa molto brutta è che la “configurazione di defoult” dà l’illusione di vivere, mentre invece si sta solo guardando la vita inventata dei personaggi dentro una scatola. La la mente ignora che ciò che gli occhi vedono è una finta, è l’inconscio che poverino accusa il colpo, si mette in stand-by lasciandoci alla mercè del nulla!
Il risultato sono persone senza carattere, senza desideri oltre quelli indotti da messaggi subliminali creati ad arte per ammaestrare la massa. Per questo ci ritroviamo tra una moltitudine di inetti, incapaci di esprimere perfino un semplice punto di vista personale.
Per assurdo questa inettitudine si trasforma in qualcosa di pericoloso proprio per l’incapacita di fare uso del dono della riflessione e del buon senso, facendo si che questi poveretti provino ed esternino sentimenti di odio per chiunque si accorgano essere su frequenze diverse dalla loro.
BURATTINI E BURATTINAI MEGLIO SCENDERE DAL PALCO!
Ma davvero siamo venuti a questo mondo per essere manipolati e asserviti alla volontà di CHICCHESSIA!?
Io credo che la missione di ogni essere umano che viene alla vita, sia quella di migliorare ciò che trova al suo arrivo. Intendo però migliorare per il bene personale, della comunità e del pianeta.
Dobbiamo scendere dal palco, dobbiamo in fretta e furia uscire da questo orribile TEATRO prima che i burattinai ci leghino ai loro fili e ci precludano la possibilità di vivere una vita consapevole.Di sperimentare fin dove possiamo arrivare con la nostra creatività. Di sperimentare quanto di buono un essere umano è in grado di fare.
Ecco a cosa serve un piccolo mondo personale. A impegnarci e concentrarci in attività gratificanti. A proteggere il diritto di scoprire chi siamo, quanto siamo grandi nel nostro creare, quanto possiamo essere felici, cosa significa essere vivi.
Il nostro piccolo mondo personale ci tiene lontani dai fili dei burattinai, perchè anche se siamo al lavoro o in famiglia, la consapevolezza di avere un angolo felice che ci aspetta, fa da sfondo alle nostre giornate e il nostro cuore, la nostra mente, la nostra brama sono rivolti nella sua direzione.
Il filoso e poeta Ralph Waldo Emerson scrisse:
“Per la mente illuminata il mondo arde e scintilla di luce”
Personalmente ho molti interessi che mi tengono al sicuro. Uno è questo sito nel quale posso esprimere tutta la mia creatività professionale. Altri interessi sono i corsi di formazione che sto frequentando e che sono indirettamente connessi con la danza.
E poi la musica e il canto. Ogni nuova cosa mi entusiasma e la voglio fare mia.
Devo ammettere però che in questi ultimi anni la mia attenzione si è molto concentrata sulla situazione attuale che coinvolge il mondo intero. Questo ha fatto si che un aspetto della mia personalità venisse fuori in modo prepotente. Una spinta interiore in difesa dei diritti umani e della creazione, perché tutto è connesso.
E’ impossibile per me rimanere indifferente a ciò che sta accadendo, e promuovere qualsiasi iniziativa che supporti, protegga, sproni la società a difendere la sua natura umana, per me è di vitale importanza.
Anche questo è un piccolo mondo. Il mio piccolo mondo che mi fa sentire bene perché faccio qualcosa di buono e di utile ai fini di una buona società, più pulita, più umana.
E tu? Qual’è il tuo piccolo mondo personale? Se ti fa piacere condividerlo approfitta del box commenti qui sotto.
Buona vita.
da Rosanna Becconi | Apr 7, 2022 | Coreographic Dance Team
SPESSO LE PERSONE CHE SI AVVICINANO A QUESTO BRILLANTE E FANTASTICO MONDO DELLA DANZA, LO FANNO QUANDO HANNO BISOGNO DI UNA “VIA DI FUGA”
Ogni persona ha una sua storia, fatta di esperienze quotidiane comuni a tutti nella società in cui viviamo, e anche se diverse e uniche in virtù del modo di ognuno di affrontarle, per una qualche alchimia, molte di queste persone si sentono spinte verso il mondo della danza.
Sappiamo tutti che qualsiasi attività professionale, in veste di libero professionista o dipendente, ruba almeno metà della vita, e va anche bene, se il lavoro piace e gratifica.
Ma cosa accadrebbe se invece sentissimo il lavoro come un peso?
In questo caso la faccenda sarebbe tristemente e gravemente seria. Potremmo addirittura rischiare di perde la nostra “scintilla vitale”!
Impegni e responsabilità sono propri anche a coloro che seppur liberi dal lavoro secolare hanno la responsabilità della cura della casa e della famiglia. Possiamo anche affermare con certezza che in questo caso l’onere è senza tregua.
Hai mai provato a chiedere a una donna a che ora inizia la sua giornata di massaia e a che ora finisce?
Chiediglielo e poi prova a metterti nei suoi panni. Sono certa che in pochissimo tempo comincerebbero a starti stretti.
IL MONDO DELLA DANZA PUO’ ESSERE UNA VALIDA VIA FUGA DALLA QUOTIDIANITA’ E DALLA NOIA
In questi casi una “via di fuga” è necessaria. C’è chi si iscrive in palestra, chi a un corso di cucito, chi a un corso di equitazione. Qualsiasi attività che dia benessere anche solo psicologico è utile per ricaricaricarsi di rinnovata energia.
Tra queste vie di fuga attrae in modo particolare il mondo della danza.
Ci sono poi persone più fortunate che lavorano solo mezza giornata e hanno la possibilità di dedicare il resto del tempo come meglio desiderano.
Bene! Ognuna di queste persone ha un motivo ben preciso che la spinge ad avvicinarsi a questo scintillante e luminoso mondo ricco di specialità artistiche,
e per quanto possano essere diversi tra loro questi motivi di certo hanno in comune un esigenza da soddisfare, hanno bisogno di qualcosa che le faccia “sentire bene dentro”.
NATURALMENTE CI SONO ANCHE MOTIVI CHE ESULANO DAL LAVORO E DA SITUAZIONI TRISTI, PER FORTUNA!
Infatti la spinta in direzione della danza può venire anche dal desiderio genuino di volere imparare a ballare seriamente, che sia per passione, per vanità, o per allargare la propria sfera sociale con persone che condividano la stessa passione.
Oppure il desiderio di rimettersi in forma, perchè magari si è negati per la tipica palestra.
O anche solo perchè ci si è resi conto di essere attratti da una determinata disciplina di ballo che gratificare, permette anche di scaricare stress e ricaricarsi di energia pulita e di grinta.
Qualunque motivazione è buona se al centro c’è la spinta propositiva al benessere e all’evoluzione personale.
Dedicarsi del tempo per staccare dalla routine incalzante che giorno dopo giorno ci priva di energia e pian piano spegne la nostra vitalità, è oltre che un diritto anche un obbligo nei confronti di noi stessi.
La vita è preziosa e ritengo che tutti dovremmo poter dire di aver avuto la fortuna di nascere, ma potremo dirlo solo se la vita che viviamo è degna di essere vissuta per le cose buone e belle che ci fanno stare bene e ci gratificano.
Tempo fa scrissi un articolo interessante sul perchè molte persone scelgono il Coreographic dance Team come specialità di danza. Puoi trovarlo a “questo link“
A questo punto proporrei una riflessione
PERCHE’ LA DANZA SI PUO’ RITENERE UNA “VIA DI FUGA”?
Solo perché l’ attività ha a che fare con la musica che per sua natura, sopratutto in un contesto di ballo ispira allegria?
Certo, questo ha la sua assoluta importanza, ma se fosse il vero motivo potresti tranquillamente accendere la radio in casa, metterti a ballare e avresti lo stesso risultato.
E’ chiaro che le cose stanno diversamente.
La danza, come d’ altronde qualsiasi altra attività scelta come valvola di sfogo, può ritenersi una via di fuga a patto che sia praticata con impegno e dedizione.
Di sicuro, almeno una volta nella vita, abbiamo sperimentato che per il tempo in cui siamo concentrati su qualcosa che ci “prende” , il resto del mondo sparisce insieme a tutti i suoi problemi, portandosi via perfino la stanchezza di una giornata di lavoro.
Ecco, quello è il momento in cui la catena quotidiana si spezza e i suoi effetti devastanti smettono di avere la meglio su noi, che invece, impegnati e concentrati ci ricarichiamo di nuova energia e vitalità.
E tu? Sei tra coloro che hanno bisogno di una via di fuga o sei semplicemente attratto/a dalla danza e magari in particolare dalla specialità del Coreographic Dance team, visto che è il tema su cui è nato questo sito?
Approffitta del box dei commenti per raccontare cosa ti spinge verso il colorato e allegro mondo della danza.
A presto e buona vita.
da Rosanna Becconi | Apr 7, 2022 | Coreographic Dance Team
BALLARE IN COREOGRAPHIC DANCE TEAM IMPLICA UNA BUONA DOSE DI RESPONSABILITA’
Chi è rimasto fermo al concetto “balli di gruppo” ignora quanto sia importante essere consapevoli di come ci si debba muovere in un contesto di danza condiviso da un numero imprecisato di ballerini. Per l’appunto un gruppo o un corpo di ballo.
Infatti essere all’altezza di danzare in team comporta …
- Conoscere perfettamente la coreografia nella giusta sequenza di figure
- Iniziare e mantenere il tempo.
- Rispettare lo spazio necessario per se e la giusta distanza tra ballerini.
Queste sono solo alcune delle cose importanti di cui tener conto per evitare di farsi male e di arrecare danno a chi danza vicino a noi.
BALLARE IN TEAM COMPORTA IMPEGNO PERSONALE
Dal momento che nel Coreographic Dance si danza in contemporanea con altri ballerini, venire meno alla preparazione necessaria, nel contesto sincronizzato di questa specialità di danza, significherebbe vanificare ore di studio e di impegno di tutto il gruppo, mettendo a rischio il risultato per cui tutti hanno lavorato.
Ecco perché, quando abbiamo a che fare con altre persone abbiamo il dovere di impegnarci per dare il massimo e contribuire al miglior risultato possibile.
Questo potrebbe significare che alle ore di lezione settimanali si debba aggiungere l’esercizio a casa.
Naturalmente il discorso vale, ma non solo, nel caso in cui si sia principianti e si incontrino difficoltà da superare. Oppure nel caso in cui la coreografia fosse particolarmente lunga o elaborata.
A onor del vero, questo concetto vale anche al di fuori del contesto della danza.
In ogni cosa che facciamo, dobbiamo impegnarci oltre il necessario per ottenere “ottimi” risultati invece che solo “risultati”.
C’E’ SEMPRE QUALCHE NUOVO OSTACOLO DA SUPERARE
Bisogna tener presente comunque, che tutti, anche se esperti, in ogni nuova coreografia potremo incontrare qualche ostacolo da superare. Potrebbe trattarsi di una direzione che fa perdere l’orientamento, una partenza, un nuovo movimento.
Talvolta potrebbe darci da filo da torcere una figura a metà del brano che facciamo fatica a centrare. Anche memorizzare la giusta sequenza delle figure potrebbe rivelarsi una sfida.
In ognuno di questi casi sarà sufficiente armarsi di calma e pazienza e ricordare i consigli dell’insegnante.
LE BASI SONO IMPORTANTI
Se le lezioni di base sono state seguite con attenzione e impegno, in seguito, la spiegazione dettagliata di ogni passo e figura, renderà lo studio della nuova coreografia estremamente facile.
Dopo saranno l’esercizio e l’impegno a determinare il risultato finale che conseguiremo.
Il grande filosofo e relatore motivazionale Jim Rohn disse:
Per ogni sforzo disciplinato ci sono molteplici ricompense.
E io aggiungo che nel Coroegraphic Dance Team ricompense e gratificazioni piovono copiose.
da Rosanna Becconi | Apr 6, 2022 | Coreographic Dance Team
ALLA PORTATA DI TUTTI SI … MA …
Direi di si! Il Coreographic Dance team è una disciplina di danza alla portata di tutti. Ma… purtroppo anche in questo contesto come in tutte le cose c’è un “ma” … non è per tutti.
Con questa affermazione intendo dire che potrebbero sì praticarla tutti, a patto però che ci siano i dovuti e necessari presupposti, senza i quali si corre il rischio di scivolare in quelli volgarmente conosciuti come “balli di gruppo”, che come si può notare dal gran numero di persone che li praticano, possono davvero ballarli tutti.
Ne ho parlato anche nell’articolo di questo mio vecchio ma sempre attuale blog, cercando di trovare una spiegazione alla piega sbagliata che ha preso il concetto di ballo di gruppo:
Coreographic dance team: ingredienti necessari
LA DIFFERENZA LA FANNO I PRESUPPOSTI
Probabilmente ti starai chiedendo: qual’è allora la differenza tra “Coreographic dance team” e “balli di gruppo” visto che entrambi i termini hanno lo stesso significato? E hai ragione, in fin dei conti, in inglese o in italiano, il succo è che le persone ballano in gruppo la stessa coreografia.
Allora, vediamo insieme …
La differenza la fanno appunto i presupposti, che a loro volta determineranno i risultati, che a loro volta qualificheranno l’esibizione in “Coreographic dance team” o in “ballo di gruppo”.
Ora, i presupposti che fanno la differenza tra queste due cose che in sostanza dovrebbero essere la stessa cosa, sono ostici se non addirittura sconosciuti, a quelle persone che si “buttano” nella mischia senza pensarci troppo su, e che si accontentano di passare una serata danzante in un contesto in cui si riconoscono e in cui si sentono a loro agio, senza doversi per altro preoccupare troppo di fare o no una buona esibizione.
E va bene così! Ci mancherebbe altro! Ognuno ha diritto di ballare come meglio crede se questo lo gratifica, e sembra proprio che molti trovino gratificante fare così.
Ma chi veramente desidera imparare a ballare, perchè è attratto dal movimento sincronizzato e adattato armoniosamente al brano musicale, chi desidera ballare con eleganza… si rende conto che ci vuole molto più che buttarsi nella mischia senza pensarci troppo.
Questo vuol dire che per ballare in Coreographic Dance Team è necessario:
- Conoscere la coreografia in ogni sua parte, il che implica
- Sapere quale dinamica porta a una determinata figura.
- “Cadere” perfettamente nel tempo.
- Saper riconoscere l’inizio e la fine della frase musicale e quindi della figura coreografica.
- Aver memorizzato l’intera sequenza delle figure.
- Acquisito il giusto portamento.
- Muoversi con disinvoltura ed eleganza.
- Ambire a un esecuzione perfetta.
CIO’ CHE A VOLTE SEMBRA SCONTATO SI OTTIENE CON L’ IMPEGNO
Queste qualità, che sembrano tanto scontate quando si osserva danzare una persona preparata, al lato pratico, si dimostrano invece più difficili da esprimere.
Vedere una persona che danza in modo elegante e disinvolto può far sembrare che sia naturale fare lo stesso, ma se mai ci si dovesse provare,ci si potrebbe anche accorgere che poi così scontato non è.
E anche vero però, che se la persona in oggetto danza bene, niente impedisce che si possa fare lo stesso.
Bisogna solo capire come fare. Da dove partire. A cosa dare la precedenza. Una buona esecuzione si costruisce dalle fondamenta, proprio come si costruisce una casa. E se le fondamenta sono ben piantate, la costruzione durerà nel tempo, seppur con la dovuta “manutenzione”.
Tra le persone che vorrebbero ballare in Coreographic Dance Team alcune sono più dotate di altre, più disinvolte.
Altre invece devono lavorarci sopra. Ma tutte possono ottenere ottimi risultati, se alla base c’è il desiderio, il giusto atteggiamento e il dovuto impegno personale a superare i propri limiti
AMBIRE A MIGLIORARSI PER EVOLVERE PERSONALMENTE
Sono sempre stata del parere che ambire a superare i propri limiti per migliorarsi e raggiungere un determinato obiettivo sia tipico delle persone propositive e aperte di mente, e di rado costoro mancano il segno.
Naturalmente nessuno sarà mai davvero perfetto, a meno che non sia un robot, (…voglio dirlo sottovoce perché di questi tempi tutto è possibile)… però è possibile raggiungere un più che discreto risultato se si ha l’ardire di puntare in alto, come dire… se punti al cento ottieni di sicuro un buon “settanta”.
Più in alto si punta più grande sarà il risultato che si otterrà.
Il famoso imprenditore e inventore Henry Ford disse:
“Che tu creda di farcela oppure no, avrai comunque ragione”.
Questo vale anche nel contesto della danza. Che tu riesca oppure no dipende solo da te.
Quindi, essere propositivi è fondamentale per riuscire in qualsiasi cosa si desideri. L’importante è dedicarsi del tempo per capire quali sono i propri obiettivi, iniziare a darsi da fare, muovere i “primi passi”, fare le “giuste mosse”.
Da dove partire dunque?
La prima cosa da fare dopo aver scelto la specialità di danza che più ci attrae, è trovare un bravo Istruttore che ci affianchi durante il percorso. Col suo aiuto tutto diventerà molto più semplice e i risultati arriveranno più velocemente che non se si facesse tutto da soli.
E qui si pone la domanda: Quali caratteristiche dovrebbe avere un bravo Istruttore?
Una domanda che pochi si pongono ma che prenderemo in considerazione in un articolo dedicato.
In attesa se vuoi, puoi dare uno sguardo agli articoli pubblicati in questa pagina.
Buona lettura e a presto.
da Rosanna Becconi | Apr 6, 2022 | Coreographic Dance Team
E’ NOTO CHE CHI PRATICA ATTIVITA’ DI BALLO NE TRAE INDUBBI E IMMEDIATI BENEFICI
Ormai tutti sanno che è stato scientificamente provato che chi pratica attività di ballo migliora il sistema cardiovascolare, fortica l’apparato muscolo schelettrico.
Sapevi che migliora perfino la resistenza fisica alla fatica delle attività quotidiane?
Basta farsi un giro in rete per trovare informazioni medico scientifiche su quanti benefici si ricavano dalla pratica della danza.
I benefici però di cui intendo parlare, sono quelli più evidenti e immediati di tutti, sono quelli che riguardano l’aspetto psicologico, quelli che possiamo constatare in prima persona invece che solo per sentito dire.
ESEMPIO PRATICO
Facciamo insieme un esempio pratico e sperimentiamo il risultato di un attività motoria di circa tre minuti, il tempo di durata di una canzone.
Scegli un brano che ti piace in modo particolare, meglio se ritmico, perché il ritmo suggerisce e accompagna il movimento.
Balla dall’inizio alla fine, anche estemporaneamente senza preoccuparti minimamente delle mosse.
Fallo, e quando sarai tornato qui alla fine del brano, ti accorgerai di aver scaricato tensione e stress, ti sentirai quasi un pò su di giri e probabilmente avrai voglia di ripetere l’esperienza.
Senti come il tuo stato d’animo è cambiato? Come il buon umore è riaffiorato e ti senti decisamente meglio rispetto a cinque minuti fa?
Puoi ripetere questa esperienza tutte le volte che vuoi, sopratutto nei momenti in cui ti senti particolarmente a terra, per spezzare la catena dei pensieri tristi, e talvolta anche per scaricare la rabbia.
Questo esercizio improntato sull’azione, oltre che sul concentrarsi sulla musica che già di per se è sinonimo di allegria e buon umore, aiuta a ritrovare un buon stato d’animo.
Sappiamo tutti che col giusto stato d’animo affrontiamo la vita in modo diverso, più leggero, meno serioso, e sopratutto con più equilibrio. Ne abbiamo bisogno sopratutto per la terribile situazione che stiamo vivendo. Ne ho parlato brevemente anche in questo articolo
Purtroppo però, questo è un aspetto spesso sotto valutato se non addirittura neanche preso in considerazione.
Eppure è uno dei motivi per cui la routine quotidiana prende il sopravvento, facendoci sentire stanchi e demotivati. In questa condizione la vita è davvero faticosa , e allora ecco che il mondo della danza può essere una “via di fuga dalla solita routine”
SCARICARE LO STRESS
E’ fondamentale per evitare di essere trascinati in una situazione di stand-by psico emotivo, scaricare regolarmente lo stress e ricaricarci di energia pulita.
Se la nostra energia sarà al top ci sentiremo in grado di fare qualsiasi cosa. Raggiungere qualsiasi obiettivo e superare qualsiasi ostacolo potrebbe perfino diventare consuetudine!
Ricorda, come ci sentiamo determina il tipo di vita che viviamo e che vivremo.
CONDIVIDI LA TUA ESPERIENZA
Se hai fatto l’esercizio che ho suggerito in questo articolo e desideri condividere il risultato che hai ottenuto, approfitta del modulo qui sotto. L’appuntamento è per il prossimo articolo.
A presto e buona vita.
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